Aggiornato il 3 maggio 2026

Il brush lettering è una tecnica di scrittura artistica che utilizza la flessibilità del pennello – o di una punta che imita il comportamento del pennello – per creare variazioni di spessore nel tratto. Non si tratta di calligrafia in senso stretto: mentre la calligrafia tradizionale è un sistema di scrittura con regole formali, il brush lettering è prevalentemente lettering, ovvero la progettazione visiva di singole lettere o parole come elementi grafici.

Pennello morbido: acquerello e inchiostro

Il pennello da acquerello con punta fine – generalmente di dimensioni 2, 4 o 6 – è lo strumento più diretto per chi proviene dalla tradizione pittorica. I pennini di capra, scoiattolo o sintetici di buona qualità offrono una punta che si comporta in modo prevedibile sotto pressione: si apre lateralmente quando si preme e si chiude a punta quando si alleggerisce.

La tecnica base del brush lettering prevede:

  • Downstrokes (tratti verso il basso): eseguiti con pressione media o piena, generano tratti spessi;
  • Upstrokes (tratti verso l'alto): eseguiti con pressione minima, generano tratti sottili;
  • Curve e congiunzioni: la transizione da pressione piena a pressione ridotta deve avvenire in modo graduale per evitare discontinuità nel tratto.

Con il pennello da acquerello si lavora principalmente con inchiostri diluibili in acqua – inchiostro di China, acquerello concentrato, gouache. La carta deve essere abbastanza liscia da non consumare la punta del pennello, ma con sufficiente assorbenza per non far scivolare l'inchiostro.

Pennarelli brush: punta rigida o semi-rigida

I pennarelli brush (brush pens) hanno una punta in fibra che imita il comportamento del pennello morbido con minore variabilità e minore capacità di distorsione laterale. Sono classificabili in tre categorie principali:

  • Punta rigida: pennarelli come il Tombow Fudenosuke Hard, con punta che cede solo parzialmente alla pressione. Indicati per scrittura in formato ridotto, testi su biglietti o etichette;
  • Punta semi-rigida: il Tombow Fudenosuke Soft offre maggiore flessibilità e tratti più variabili. Adatto a formati medi;
  • Punta morbida: i Tombow ABT o i Pentel Arts Brush offrono un comportamento molto più simile al pennello tradizionale, con escursione ampia tra tratto sottile e spesso. Richiedono più pratica per essere controllati.
Calligrafia occidentale moderna, tratti spontanei con pennello
Esempio di calligrafia occidentale moderna con tratti spontanei. Autore: Denis Brown, 2006. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

Curva di apprendimento e progressione

Chi inizia con il brush lettering tende a commettere errori prevedibili nei primi mesi di pratica:

  • Tratti verso il basso con pressione insufficiente, che non generano il contrasto atteso;
  • Velocità eccessiva nelle curve, che impedisce la transizione graduale di pressione;
  • Angolazione del pennello troppo bassa rispetto alla carta, che impedisce alla punta di rispondere correttamente;
  • Confusione tra brush lettering e scrittura corsiva: nel brush lettering ogni lettera va eseguita con attenzione ai singoli tratti, non come gesto unitario fluente.

La progressione raccomandata da molti insegnanti parte dall'esercizio dei tratti base su carta a righe: upstrokes, downstrokes, curve destre, curve sinistre, ovale di base. Solo dopo la padronanza di questi elementi si affrontano le singole lettere.

Carta e superfici compatibili

La scelta della carta influisce significativamente sul risultato. Per il pennello da acquerello, la carta Fabriano Accademia (120 g/m²) o la carta da lettering HP Advanced offrono un buon equilibrio tra scorrevolezza e assorbenza. Per i pennarelli brush, la carta Rhodia o Clairefontaine con grammatura 80–90 g/m² è considerata ottimale perché liscia e compatta.

Va evitata carta ruvida o da fotocopiatrice, che consuma rapidamente le punte dei pennarelli brush e causa l'arricciamento del foglio con inchiostri acquosi.

Brush lettering nella tradizione artigianale italiana

In Italia, la tecnica del lettering con il pennello ha radici nella segnaletica artigianale: insegne di bottega, manifesti pubblicitari dipinti a mano, etichette per prodotti alimentari e vini. I decoratori di caratteri tipografici (letterers) che lavoravano con il pennello largo a punta piatta hanno definito uno stile visivo riconoscibile nelle strade dei centri storici italiani, oggi in parte recuperato da calligrafi e designer grafici.

Risorse di riferimento per approfondire: IAMPETH per la storia del lettering americano; il sito della Society of Lettering Arts per la tradizione britannica.

Nota: I prodotti citati (Tombow, Pentel, Rhodia, Clairefontaine) sono menzionati come riferimenti tecnici diffusi nella comunità dei praticanti, non come raccomandazioni commerciali. Esistono alternative equivalenti di altri produttori.